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Valeggio sul Mincio

Immaginatevi un luogo incantato, ricco di storia, dove regna la tranquillità e il rumore più molesto che potete ascoltare è lo starnazzare delle paperette. Immaginatevi un antico borgo di mulini costruito sulle rive di un fiume, con tantissimi fiori colorati e un profumo inebriante che si espande intorno a voi; e come in tutti i luoghi incantati, non può mancare un fresco boschetto che circonda il paesino. Ecco, ora che avete finito di immaginare, prendete la macchina, la bicicletta, il treno o il mezzo che preferite, e visitate Borghetto sul Mincio! Questo piccolo borgo fortificato ha origini antiche: questa zona, nel Medioevo, era infatti territorio di confine ed era costante oggetto delle mire di varie signorie (Milano, Mantova, Verona) in quanto ci troviamo nei pressi di uno dei più comodi e più sicuri guadi del fiume Mincio. Alla storia medievale ci rimanda una delle prime costruzioni che osserviamo arrivati nel paese: il ponte visconteo, un imponente ponte-diga compreso tra due rocche oggi in rovina ma comunque ancora molto suggestive. Fu costruito dal signore di Milano Gian Galeazzo Visconti dopo la conquista di Verona (la cui indipendenza terminò con la caduta degli Scaligeri nel 1387, proprio per mano di Visconti e dei milanesi): siamo tra il 1393 e il 1395. Questa particolare costruzione, che ancora oggi funge da ponte sul Mincio, aveva probabilmente sia funzioni difensive (dopo la conquista di Verona, questa diventò zona di confine tra Milano e Mantova) che pratiche, ovvero era stata realizzata con l’intento di deviare le acque del Mincio in modo che lasciassero “all’asciutto” le campagne mantovane.

Valeggio sul MincioValeggio sul MincioValeggio sul Mincio

Nei pressi del piccolo ponte che attraversa il fiume all’interno dell’abitato, troviamo la chiesa parrocchiale, dedicata a san Marco: si presenta con una sobria facciata neoclassica, interamente bianca, con un campanile ricavato da un’antica torre di guardia scaligera, e che conserva una campana datata 1381. Su uno dei muri che chiudono la piazzetta della chiesa, abbiamo una serie di lapidi che ricordano eventi della storia più recente di Borghetto, come la battaglia tra Napoleone e gli austriaci del 30 maggio del 1796 combattuta nei pressi del ponte visconteo, il passaggio di Vittorio Emanuele II del 30 maggio del 1848 (proprio a Borghetto il re avrebbe appreso l’esito della battaglia di Curtatone e Montanara), il passaggio dell’esercito austriaco il 24 giugno del 1859 dopo le sconfitte a San Martino e Solferino. Prima di attraversare il ponte, possiamo poi soffermarci per un attimo a vedere la statua di san Giovanni Nepomuceno, santo patrono di ponti e fiumi.

Il ponte, in legno, è davvero incantevole: numerosi vasi di gerani lo colorano da una parte e dall’altra; sembra veramente tutto magico! Il posticino perfetto per gli innamorati! Lo circonda un delizioso panorama: da un lato vediamo la più grande delle due rocche del ponte visconteo e la Curtis Regia, che si trova sul lato opposto rispetto a quello da cui arriviamo. Dall’altro lato, le rive del Mincio rigogliose di vegetazione e le ultime propaggini della collina che separa Borghetto da Valeggio. Attraverso la parte del borgo costruita sulla riva destra del fiume, possiamo arrivare fin sotto alle rovine del ponte visconteo, sopra il quale oggi passa una strada.

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Agriturismo Corte Marzago
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Valeggio sul Mincio
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Appartamenti di Andrea
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